Contratto freelance: come gestire il collettivo? — Avv. Martina Lasagna

Contratto freelance: come gestire il collettivo?

Contratto freelance: come evitare di rincorrere il cliente a fine lavoro

Ogni freelance ha la sua competenza: chi segue il copy, chi si occupa della grafica, chi delle ADS e così via.

Capita spesso allora che sullo stesso progetto lavori un intero collettivo.

Ad esempio per la realizzazione di un nuovo sito web, su cui lavorano 3 o 4 professionisti diversi, tutti freelance con partita IVA.

Altrettanto spesso capita che il progetto arrivi da un giorno all’altro: il cliente ha fretta di far decollare il lavoro, il preventivo lo ha visto, va bene, ma lo manda firmato “appena riesce“.

Magari è lo stesso committente che delega uno o più dipendenti affinché si occupino di seguire il progetto, senza aver ben capito se il rapporto si svolge con un freelance o con una società di comunicazione.

Questo può portare a incomprensioni su entrambi i fronti della relazione.

Le istruzioni del Committente non sono sempre chiare e lineari.

Mentre dalla parte del Collettivo, le figure che ricevono di volta in volta le istruzioni si alternano.

In questo contesto il Committente potrebbe prendersi troppa corda, sino a darsi alla macchia una volta terminato il lavoro.

In questo articolo vediamo come evitare di dover rincorrere il Committente a fine lavoro con la giusta tutela legale.

Contratto freelance: il modello da usare nel collettivo

Il contratto freelance è lo strumento ideale per evitare di dover affrontare tutte le questioni burocratiche connesse al recupero credito.

Ma come fare nel caso del collettivo di freelance che lavora su di un unico progetto?

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Vediamo i 5 accorgimenti da adottare nel caso del contratto freelance.

1. Il collettivo è stabile, ha un suo nome, una sorta di cappello con cui firma i suoi lavori, pur non avendo costituito una società, anche se sta pensando di farlo.

Il collettivo può usare questo nome come “cappello” nel documento contrattuale, a patto che il Committente possa conoscere l’identità e i riferimenti dei freelance che ne fanno parte e che, come tali, assumono la veste di contraente nel rapporto contrattuale.

Ad esempio, nelle premesse del contratto, potrà essere inserita la clausola contrattuale con cui vengono indicati i singoli nominativi dei freelance, con i relativi dati (inclusa la P. IVA) “di seguito chiamati per brevità” con il nome del collettivo.

In questo modo il Committente potrà conoscere l’identità dei freelance che prendono parte al progetto, nonostante il contratto faccia riferimento al nome del collettivo.

2. In alternativa a questa soluzione, se il collettivo cambia di volta in volta a seconda del progetto, nell’intestazione del contratto andranno indicati i dati dei singoli freelance, con relativa partita IVA.

Saranno gli stessi freelance che firmeranno l’accordo, insieme al Committente, diventando parte del rapporto.

3. Nel corpo del contratto freelance, in caso di collettivo, occorre dettagliare “chi fa cosa“, specificando quale freelance si occuperà della parte di contenuti e come lo farà, chi di quella promozionale e così via.

In questo modo, il Committente potrà verificare nel dettaglio l’entità del lavoro svolto da ciascuno, sapendo a chi potersi rivolgere, e per cosa.

Saranno poi proprio quelle stesse attività a costituire l’oggetto della fattura che il singolo freelance emetterà, come da contratto.

4. Ulteriore accorgimento del contratto freelance nel caso del collettivo è quello di indicare chi del gruppo mantiene la comunicazione con il Committente.

Questo allo scopo di canalizzare il flusso di informazioni e istruzioni verso un’unica persona e, anche, tramite un unico strumento: l’e-mail.

Altrimenti il rischio è quello di ricevere informazioni frammentarie (Whatsapp, mail, call, Telegram, ecc.) che possono minare la buona riuscita del progetto.

Oltre a ostacolare la ricostruzione dei fatti in caso di contenzioso.

5. Anche dalla parte del Committente deve esserci chiarezza, per questo è bene individuare in contratto la persona deputata a fornire le istruzioni operative, insieme alle eventuali variazioni in corso d’opera.

Solo così il collettivo di freelance potrà essere sicuro di aver rispettato il volere del committente, mettendosi al riparo da possibili discordanze all’interno del team del Committente stesso.

Questi sono i 5 accorgimenti da utilizzare sin da subito nel contratto freelance per evitare di dover convogliare energie nel rincorrere il cliente che, finito il lavoro, sparisce senza saldare le fatture.

Contratto freelance: conclusioni

Come gestire il contratto freelance nel caso di collettivo di professionisti che lavorano insieme sullo stesso progetto?

Di fronte a Committenti che hanno spesso fretta di iniziare il lavoro e rischiano di farlo naufragare in corso d’opera, il collettivo di freelance può adottare questi 5 accorgimenti per blindare il rapporto e farlo correre su di un unico binario.

Così da non doversi più occupare delle questioni burocratiche.

I servizi che lo Studio Legale Lasagna mette a disposizione per i freelance sono:

  • la consulenza per revisionare il contratto che già utilizzi;

Vuoi saperne di più? Contattami.

Pubblicato da Martina Lasagna

Avvocato in Genova, membro del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Genova, socia A.I.G.A., Il Foro Immobiliare, A.I.A.F. Aiuto i freelance a tutelare il loro lavoro.

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