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Diffida violazione diritto d’autore
Davanti a una lettera per presunta violazione del copyright e diffida per violazione diritto d’autore in buona fede, sempre più spesso professioniste e professionisti del web vogliono capire come muoversi per evitare sanzioni importanti.
In tale avviso di violazione copyright viene chiesto, entro pochi giorni, il pagamento di importi considerevoli quali “corrispettivi per l’utilizzo” di una certa immagine scaricata dal web.
La confusione in questi casi è molta: magari non si era a conoscenza dell’esistenza di diritti di autore per immagini sul web, o non essendoci l’evidenza del copyright, si pensava fossero immagini libere da diritti.
O magari c’è stato qualche fraintendimento con chi ha caricato quell’immagine sul sito.

Potrebbero essere passati anni senza che sia mai arrivato alcun avviso di violazione copyright. Solo ora arriva una richiesta che appare da subito importante, con cifre che vanno dai 1.500 ai 10.000 euro.
Di fronte alla lettera per presunta violazione del copyright la volontà di trovare un accordo c’è, ma anche quella di limitare il più possibile i danni.
Diffida violazione diritto d’autore
Una premessa è doverosa: ogni caso è a sé e non c’è una formula valida per tutti.
Come vediamo in questo articolo, i fattori da tenere in considerazione sono molti, a partire dall’immagine coinvolta.
Ci sono però 3 criteri che possono aiutare già da subito a capire meglio la situazione.
Violazione copyright conseguenze: 3 criteri per capire meglio la situazione
Diffida violazione diritto d’autore via e-mail o PEC?
La prima cosa da fare è verificare l’ufficialità dell’avviso violazione copyright.
Come?
Valutando con quale mezzo di comunicazione è stato recapitato.
Si tratta di una semplice e-mail, o di un messaggio PEC? In quest’ultimo caso, così come in caso di invio a mezzo di raccomandata a.r., la diffida per utilizzo immagine avrà data certa, nel primo no.
Cosa significa?
In linea di principio l’invio di una comunicazione via e-mail non fornisce la prova, con data certa, dell’avvenuto ricevimento della stessa da parte del destinatario dell’avviso di violazione copyright.
L’ufficialità della comunicazione è il primo indice di serietà della pretesa.
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Diffida violazione diritto d’autore: di che immagine si tratta?
Nella lettera per presunta violazione del copyright, la richiesta economica è spesso giustificata sulla base del ritenuto pregio artistico dell’immagine presa dal web e oggetto di rivendicazione.
È sempre così?
Non sempre. Il tipo di fotografia oggetto della diffida per utilizzo immagine ha grande rilevanza per comprendere sino a che punto può essere tutelata o meno. Quindi anche sull’entità del risarcimento richiesto.
Per esempio: se l’immagine si caratterizza per un certo apporto creativo da parte dell’autore, sarà considerata un’opera fotografica e come tale godrà di tutela piena, ai sensi dell’art. 2 n. 7) della Legge sul Diritto d’autore:
In particolare sono comprese nella protezione:
7) le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai sensi delle norme del Capo V del Titolo II;
Se invece la fotografia riportata nella lettera per presunta violazione del copyright è una fotografia semplice, per poter essere tutelata dovrà riportare l’indicazione del nome del fotografo e dell’anno di produzione dell’immagine (art. 90 Legge sul Diritto d’Autore).
Sulla cruciale differenza tra fotografia semplice e opera fotografica trovi ulteriori riferimenti all’interno di questo articolo.
Diffida violazione diritto d’autore: la richiesta economica
La prima cosa che spesso salta all’occhio nella lettera per presunta violazione del copyright è l’entità della cifra richiesta come corrispettivo per l’utilizzo dell’immagine scaricata dal web.
In alcuni casi la cifra è di qualche migliaio di euro, in altri molto di più. Il riferimento in questi casi è al cd. “prezzo del consenso“, ossia l’importo che il fotografo avrebbe potuto richiedere per quei diritti di utilizzo.
A cosa è agganciata questa richiesta economica?
Due parametri da analizzare in questi casi sono la durata della pubblicazione e il tipo di piattaforma su cui l’immagine era ospitata.
Un sito web di sola divulgazione è diverso da un e-commerce con tante visualizzazioni.
Ci sono dei criteri di quantificazione cui fare riferimento?
Si, spesso la quantificazione dei diritti di utilizzo è parametrata al compendio predisposto da SIAE e che tiene in considerazione tempistiche e tipologia di piattaforma di pubblicazione dell’opera.
A questo link è possibile consultare le tabelle del compendio SIAE 2024.
Lettera per presunta violazione del copyright: conclusioni
Quando parliamo di copyright, i dubbi di chi lavora online sono sono sempre molti.
C’è la volontà di tutelare i propri diritti, e anche quella di rispettare quelli altrui.
Se però le idee sono confuse e i confini poco chiari, il rischio di fare passi falsi può concretizzarsi in un avviso di violazione copyright.

Cosa fare da domani?
Quando utilizzi un’immagine per il tuo sito, assicurati di possedere la licenza d’uso per scopo commerciale.
Non solo: conserva una copia .pdf della licenza per averne la prova pro futuro.
E se il budget lo consente: affidati a un/una fotografa professionista per avere delle immagini che parlino di te.
Diffida violazione diritto d’autore: come gestire la situazione?
Davanti a una lettera per presunta violazione del copyright, per evitare un possibile contenzioso, occorre valutare nel dettaglio gli elementi del caso concreto, per costruire la miglior strategia di tutela legale a difesa della buona fede.
Per farlo, gli strumenti legali che lo studio legale Lasagna può fornirti sono:
- il supporto in materia di diritti d’autore;
- l’affiancamento nella gestione di eventuali trattative stragiudiziali;
- la tutela in caso di contenzioso;
- il contratto di collaborazione per evitare responsabilità nella gestione di foto coperte da copyright.
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Sono Avvocato dei Freelance e di Aziende Visionarie.
Una delle fatiche maggiori nella libera professione è quella di definire i confini del proprio lavoro, quando si indossano già altri “ennemila” cappelli.
Ci sono passata anche io, prima quando ho aperto P.IVA nel 2012, e poi quando ho portato il mio business online nel 2019, mettendo le mani in pasta tra mailing list, consensi privacy, copyright, contratti e marchi.
Per questo ho deciso di affiancare professioniste e imprenditrici digitali supportandole nel potenziamento del loro personal brand, mettendo a loro disposizione l’esperienza maturata in Tribunale, quando le cose vanno male, per farle andare bene da subito, aiutandole a semplificarsi la vita in sicurezza.
Lo faccio con servizi dedicati al supporto legale dei piccoli business come: Contratto per Freelance, Collaboratori e Content Creator, Adeguamento Privacy e GDPR, Registrazione del Marchio, Tutela del Diritto d’Autore e del know-how.
Che tu abbia appena aperto la tua P.IVA o stia espandendo un business avviato, se stai cercando un supporto legale, sei nel posto giusto.