Separazione: posso lasciare la casa coniugale prima di separarmi? — Avv. Martina Lasagna

Separazione: posso lasciare la casa coniugale prima di separarmi?

Posso lasciare la casa coniugale prima della separazione?

La convivenza è divenuta intollerabile e impedisce di continuare a vivere in serenità sotto lo stesso tetto.

Magari la casa è di proprietà dell’altro coniuge e sorgono quindi conflitti rispetto a chi vada la casa coniugale in vista della separazione.

In questa condizione, la possibilità di trovare una soluzione abitativa alternativa, anche temporanea, sembra un miraggio per poter alleviare la sofferenza che deriva dalla convivenza forzata.

La domanda più frequente in questi casi è la seguente:

posso lasciare la casa coniugale prima della separazione?

In questo articolo vediamo cosa fare per tutelarsi e non pregiudicare la propria posizione rispetto alla separazione.

Vivere separati prima della separazione

Quando uno dei coniugi decide di rivolgersi all’Avvocato perché la convivenza è divenuta intollerabile, spesso chiede di potersi recare altrove, magari insieme ai figli, per poter ritrovare un po’ di tranquillità.

Anche se la comunione fra i coniugi è venuta meno, il vincolo matrimoniale è ancora pienamente valido e, con lui, gli obblighi che ne derivano in capo ai coniugi.

Dal matrimonio non discende, infatti, solo l’obbligo di fedeltà, ma tutta una serie di doveri connessi, come:

  • il dovere di coabitazione;
  • l’obbligo di assistenza morale e materiale (es. mantenimento);
  • collaborazione nell’interesse della famiglia.

In caso di disaccordo fra partner, questi doveri, previsti dall’art. 143 c.c., non vengono meno.

Per questo motivo, prima di lasciare la casa coniugale, in caso di conflitto, occorre rivolgersi a un professionista per valutare se ne sussistono i presupposti (ad esempio condotte violente).

Questa valutazione preliminare serve a evitare il rischio di “passare dalla parte del torto“, violando i doveri coniugali.

La conseguenza, altrimenti, è quella di vedersi attribuire l’addebito della separazione per abbandono del tetto coniugale, con conseguente esclusione del diritto al mantenimento.

Le decisioni sulle sorti della casa coniugale in caso di separazione andrebbero infatti sempre prese a bocce ferme, nel preminente interesse dei figli minori al mantenimento dell’habitat domestico.

Quali sono quindi i casi in cui è possibile lasciare la casa coniugale prima della separazione senza incorrere nella violazione dei doveri coniugali?

Lo vediamo nel paragrafo che segue.

Allontanamento casa coniugale prima della separazione

Abbiamo visto che l’obbligo di coabitazione, se violato, può portare all’addebito della separazione.

Per questo alla domanda “posso lasciare la casa coniugale prima della separazione?“, la risposta è nel 90% dei casi negativa, soprattutto in presenza di figli minori.

Tuttavia esistono alcuni casi eccezionali in cui la situazione di grave tensione venutasi a creare può giustificare la scelta di abbandonare il tetto coniugale.

Ad esempio nel caso del partner che assume comportamenti minacciosi e violenti nei confronti del coniuge o dei figli.

Quando in atto c’è una grave crisi e la convivenza forzata rischia di minare gravemente le condizioni di salute fisico-psichica del nucleo familiare, l’allontanamento dalla casa coniugale può quindi trovare giustificazione.

Tuttavia prima di assumere l’iniziativa e lasciare il tetto coniugale a causa delle condotte violente, è quanto mai opportuno:

  • valutare la situazione nel suo insieme,
  • raccogliere gli elementi di prova sul grave stato di conflittualità venutosi a creare,
  • assumere rapide iniziative a tutela dei diritti della persona offesa.

Per esempio: denunciando eventuali condotte violente, oppure cristallizzando in una lettera formale indirizzata all’altro coniuge lo stato di grave crisi che giustifica l’allontanamento cautelativo.

Ogni famiglia ha sue peculiarità e ogni situazione dev’essere valutata nel complesso, per questo non esiste una soluzione valida per ogni caso.

Ma come fare se il procedimento di separazione è già in corso, ma l’udienza è ancora lontana?

Ordine di protezione contro abusi familiari

Nell’attesa che il Giudice autorizzi i coniugi a vivere separati, con l’ordinanza presidenziale, per contrastare eventuali episodi di violenza è possibile richiedere un ordine di protezione contro gli abusi familiari.

Si tratta un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare nei confronti del coniuge violento, cui può essere prescritto di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima.

Anche in questo caso, dunque, il diritto a conservare l’habitat familiare può essere salvaguardato, grazie ad un pronto intervento finalizzato a inibire la condotta violenta.

Allontanamento casa coniugale prima della separazione: conclusioni

In vista della separazione è quanto mai opportuno per i coniugi valutare il futuro assetto patrimoniale “a bocce ferme”.

Prima di abbandonare il tetto coniugale e rischiare di vedersi addebitata la separazione, è quindi necessario tentare di trovare con il partner un accordo condiviso, soprattutto nell’interesse della prole, ove presente.

Nel caso in cui questo tentativo non riesca, prima di assumere scelte avventate è opportuno rivolgersi a un professionista che possa indicare la strada migliore da intraprendere a seconda delle condizioni che si presentano in concreto.

Questo anche in considerazione del fatto che ciascun coniuge analizza la propria posizione singolarmente, senza tenere in considerazione che davanti a un Giudice le posizioni sono due, spesso contrapposte, le cui deduzioni necessitano di essere dimostrate.

Per questo è opportuno che il coniuge che intende abbandonare il tetto coniugale, valuti come tutelarsi in vista della futura separazione, nella consapevolezza dei diritti che le/gli spettano e degli elementi di prova a disposizione.

Lo Studio Legale Lasagna assiste i coniugi in questa fase delicata della separazione e nelle seguenti situazioni:

  • mantenimento figli nati fuori dal matrimonio;
  • riduzione/aumento assegno di mantenimento;
  • pagamento diretto del mantenimento dal datore di lavoro;
  • separazione consensuale;
  • separazione giudiziale;
  • rivendicazione proprietà casa coniugale acquistata con denari propri;
  • divorzio congiunto e giudiziale;
  • consulenza preliminare in tutte queste fasi.

Vuoi saperne di più?

Pubblicato da Martina Lasagna

Avvocato in Genova, membro del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Genova, socia A.I.G.A., Il Foro Immobiliare, A.I.A.F. Aiuto i freelance a tutelare il loro lavoro.

error: Content is protected !!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: