Addebito separazione conseguenze — Avv. Martina Lasagna

Addebito separazione conseguenze

Addebito separazione conseguenze: di cosa si tratta

La convivenza è divenuta intollerabile, i rapporti sono tesi e i bambini assistono impotenti a litigi e prese di posizione fra i genitori.

Si litiga sulla casa, sul mantenimento, su quello che dovrà essere il nuovo assetto familiare.

Alla lunga questa situazione può portare a un’attenuazione del vincolo matrimoniale, anche se formalmente non è ancora stata presa alcuna iniziativa sulla separazione.

È un momento delicato, perché dalla violazione dei doveri coniugali può discendere l’addebito della separazione, con tutto ciò che ne consegue in termini patrimoniali.

In questo articolo vediamo proprio in presenza di quali condotte è possibile parlare di addebito della separazione, quali sono le sue conseguenze e come fare i passi giusti per evitarlo.

Come provare addebito separazione

Prima di vedere come provare l’addebito separazione conseguenze vediamo in cosa consiste la pronuncia di addebito.

L’addebito della separazione consiste nella sanzione inflitta dal Giudice della separazione al coniuge che con il suo comportamento ha dato causa alla separazione, ad esempio intrattenendo una relazione extraconiugale.

Per provare l’addebito della separazione occorre quindi un nesso di casualità fra la condotta assunta da uno dei due coniugi e la rottura del legame.

Per questo prima di pronunciare l’addebito, il Giudice della separazione tiene in debita considerazione il comportamento complessivo tenuto dai coniugi, e non quello di uno soltanto.

La valutazione su come provare l’addebito della separazione è quindi discrezionale e varia da caso a caso.

Ecco allora che, come abbiamo visto in questo approfondimento su separazione e casa coniugale, prima di lasciare il tetto coniugale o di intraprendere iniziative potenzialmente dannose, occorre valutare come muoversi per evitare che, una volta davanti al Giudice della separazione, si profili il rischio di una pronuncia di addebito.

Addebito separazione presupposti

Quali sono i presupposti in presenza dei quali è possibile addebitare la separazione a carico di uno dei due coniugi?

Per analizzare i presupposti dell’addebito della separazione occorre individuare i doveri coniugali dalla violazione dei quali consegue la pronuncia di addebito.

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Secondo l’art. 143 c.c. i coniugi hanno i seguenti doveri:

  • fedeltà,
  • assistenza morale e materiale,
  • collaborazione nell’interesse della famiglia,
  • coabitazione,
  • contribuzione ai bisogni della famiglia.

Dalla violazione di questi doveri può conseguire una pronuncia di addebito, come nel caso di infedeltà coniugale.

Ecco alcuni esempi di pronunce di addebito.

È il caso del marito che, trasferitosi presso la casa della nuova compagna, pubblicava sul proprio profilo Facebook fotografie in atteggiamenti affettuosi con la stessa:

In tema di separazione giudiziale, deve ritenersi fondata la domanda di addebito della separazione al marito (padre di quattro figli, di cui uno minore) che, intrapresa una relazione extraconiugale con trasferimento presso la nuova compagna, pubblichi sul proprio profilo Facebook foto che lo ritraggono in atteggiamenti affettuosi con la nuova compagna, nonché la scansione di biglietti arerei acquistati a nome di quest’ultima e dell’uomo“.

(Tribunale Rimini Sez. Unica, 01/02/2021)

Non solo.

Fra i presupposti per l’addebito della separazione, la Cassazione ha ricompreso anche la patologia, accertata medicalmente, del cd. “shopping compulsivo” laddove questo comporti una violazione dei doveri coniugali, come la realizzazione di “furti di denaro ai familiari ed ai terzi, acquisti particolarmente frequenti e fuori misura di beni mobili“:

La patologia dello shopping compulsivo, quale disturbo della personalità caratterizzato da un impulso irrefrenabile ed immediato ad acquistare e da una tensione crescente, alleviata soltanto con l’acquisto di beni mobili, della quale il coniuge sia pienamente consapevole, tale da potersi ritenere capace di intendere e di volere, configura violazione dei doveri matrimoniali, ai sensi dell’art. 143 c.c., e costituisce giusta causa di addebito della separazione“.

(Cass. Civ. sent. 25843/2013)

Ecco che in considerazione di quanto abbiamo appena visto, i presupposti dell’addebito della separazione sono:

  • la violazione dell’obbligo di fedeltà,
  • il venir meno della coabitazione senza giustificato motivo (es. condotte violente);
  • la violazione dell’obbligo di assistenza morale e materiale, di collaborazione e di contribuzione.

In presenza di tali condotte e, valutato il comportamento complessivo di entrambi i coniugi, il Giudice della separazione può pronunciare l’addebito.

Ecco perchè, prima di assumere iniziative in fase di separazione, è bene consultare un professionista con cui valutare quali passi fare e quali non fare.

Addebito separazione conseguenze patrimoniali

L’addebito della separazione porta con sè conseguenze patrimoniali di non poco momento.

L’addebito ha infatti natura sanzionatoria nei confronti del coniuge che, con il suo comportamento, ha dato causa alla separazione.

Il coniuge cui viene addebitata la separazione:

  • perde il diritto a percepire l’assegno di mantenimento (art. 156 I comma c.c.);
  • perde il diritto di succedere all’altro coniuge,
    • ad esempio perde il diritto alla pensione di reversibilità.

Si tratta di conseguenze particolarmente pregiudizievoli, per questo capire sin da subito come muovere i primi passi di una separazione, per esempio evitando di abbandonare la casa coniugale in assenza di giustificati motivi, può rivelarsi cruciale.

Addebito separazione conseguenze risarcimento danni

Dalla pronuncia di addebito separazione non consegue automaticamente il diritto al risarcimento danni.

Perché il coniuge possa vantare una pretesa risarcitoria, è necessario che sia stata posta in essere una condotta talmente grave da dare luogo a un atto illecito (art. 2043 c.c.).

Ad esempio:

Ad esempio il coniuge che mantiene una relazione extraconiugale dalla quale ha un altro figlio che getta in un grave stato depressivo l’altro coniuge al momento della scoperta.

Oppure:

Piuttosto che il disinteresse mostrato da un genitore nei confronti di un figlio naturale verso il quale omette di adempiere ai propri obblighi di assistenza morale a materiale.

(Corte d’Appello L’Aquila, Sent., 11-02-2021)

In questi casi si parla infatti di danno endofamiliare, ossia condotte illecite che si verificano all’interno del nucleo familiare e che possono ripercuotersi:

  • sull’onore, della reputazione e della dignità del coniuge,
  • o sul minore sotto forma di danno da privazione del rapporto genitoriale,

tanto da causare un danno non patrimoniale risarcibile (art. 2059 c.c.).

Addebito separazione conseguenze: conclusione

Abbiamo visto come dalla violazione dei doveri coniugali possa conseguire la pronuncia di addebito della separazione.

Ad esempio nel caso di abbandono del tetto coniugale senza un motivo che, agli occhi della legge, possa trovare giustificazione (e tale non è la situazione di disaccordo).

Per pronunciare l’addebito della separazione, il Giudice valuta il comportamento complessivo di entrambi i coniugi, con l’obiettivo di individuare la condotta che è stata la causa scatenante la rottura.

Dall’addebito discendono conseguenze patrimoniali significative, come la perdita del diritto al mantenimento e l’impossibilità di succedere al coniuge superstite.

Ecco allora che prima di muovere i primi passi di una separazione che si prefigura burrascosa, è bene calibrare ogni iniziativa per non incorrere in una futura richiesta di addebito una volta davanti al Giudice.

Lo Studio Legale Lasagna assiste i coniugi in questa fase delicata della separazione e nelle seguenti situazioni:

  • mantenimento figli nati fuori dal matrimonio;
  • riduzione/aumento assegno di mantenimento;
  • pagamento diretto del mantenimento dal datore di lavoro;
  • separazione consensuale;
  • separazione giudiziale;
  • rivendicazione proprietà casa coniugale acquistata con denari propri;
  • divorzio congiunto e giudiziale;
  • consulenza preliminare in tutte queste fasi.

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Pubblicato da Martina Lasagna

Avvocato in Genova, membro del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Genova, socia A.I.G.A., Il Foro Immobiliare, A.I.A.F. Aiuto i freelance a tutelare il loro lavoro.

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