Contratto fotografo: quando il contratto parla del brand — Avv. Martina Lasagna

Contratto fotografo: quando il contratto parla del brand

Contratto fotografo o preventivo?

I servizi che un fotografo freelance oggi può realizzare sono molto variegati.

Dalla wedding photography alla fotografia newborn, per arrivare alla food photography, passando per il servizio fotografico per imprese e professionisti.

Gli incarichi sono quasi sempre di breve durata, ragion per cui, una volta firmato il preventivo, fotografo e committente preferiscono non preoccuparsi degli aspetti burocratici, spesso anche noiosi e poco creativi.

Il preventivo, però, è pensato per vendere quel servizio fotografico e non per regolare il rapporto con il committente.

Il preventivo non è un contratto.

Cosa succede se, una volta firmato il preventivo, il committente decide di far saltare quell’incarico?

Magari proprio quello a fronte del quale il fotografo aveva detto di no a molti altri servizi?

In mancanza di un contratto, ottenere un indennizzo per il mancato guadagno subito è complicato.

Il contratto pensato per fotografo risolve questa e molte altre situazioni spiacevoli, il più delle volte prevenendole.

Contratto fotografo: quali aspetti disciplinare?

Gli aspetti da disciplinare nel contratto per fotografo sono molteplici e dipendono da 2 fattori principali:

  1. il modo di lavorare di ogni freelance;
  2. il tipo di servizio offerto (fotografia newborn, food, wedding, ecc.).

Al di là delle caratteristiche di ognuno, ci sono alcuni aspetti che è bene non sottovalutare e che è possibile tratteggiare, mantenendo viva la relazione con il cliente committente.

Eccoli.

  • oggetto del servizio:
    • cosa comprende e cosa no il servizio offerto, con il maggior numero di dettagli possibile, per esempio:
      • il numero di stampe in caso di matrimonio
      • il margine di creatività lasciato al fotografo (come nel caso del food&beverage).
    • se la fase di post-produzione è inclusa o meno e, se sì, per quante foto;
  • scelta delle fotografie:
    • chi opera la scelta;
    • quanto tempo si riserva il fotografo dal termine del servizio;
    • consegna integrale delle fotografie o solamente del post-prodotto;
      • eventuale restrizione nella pubblicazione del materiale non editato.

Già perchè:

l’opera fotografica è protetta dalla legge sul diritto d’autore (L. 633/1941 art. 12).

Questo consente al fotografo di decidere se concedere o meno il diritto di divulgare, diffondere o sfruttare commercialmente l’opera.

  • spese di trasferta, eventualmente a carico del committente;
  • diritto d’autore sull’opera fotografica realizzata,
    • con conseguente divieto di diffusione delle immagini se non previa autorizzazione e
    • obbligo di menzione;
  • informativa privacy a norma del GDPR;
  • caparra confirmatoria:
    • entità,
    • modalità di consegna,
    • casi di perdita,
    • imputazione in acconto al prezzo.
  • pagamento e relative scadenze:
    • con eventuale incentivazione al rispetto dei tempi attraverso penali per ritardo;
  • recesso delle parti:
    • modalità di esercizio (per esempio per iscritto a mezzo PEC)
    • tempi di esercizio, con previsione di indennizzo per mancato guadagno se sotto data;
  • autorizzazione all’utilizzo, da parte del fotografo, di alcune delle immagini per finalità specificamente indicate, come:
    • pubblicazioni sui social;
    • raccolta nel portfolio;
    • esposizione in studio;
  • conseguenze in caso di forza maggiore per cui il servizio potrebbe saltare, per esempio:
    • nuovo lockdown e rispetto delle misure anti-Covid 19;
    • rinvio della cerimonia;
    • impossibilità sopravvenuta dell’evento;
      • e relativo indennizzo per mancato guadagno.

Sono questi e molti altri gli aspetti da tenere in considerazione, in ragione del tipo di servizio svolto e delle esigenze di tutela del singolo fotografo.

Contratto fotografo: quali vantaggi?

Il primo grande vantaggio che il contratto fotografo assicura è la tutela del freelance e del suo lavoro.

Ma non solo.

L’utilizzo di un contratto facile da leggere, con informazioni chiare e ben strutturate, dona al fotografo grande professionalità di fronte al cliente.

Se poi il contratto parla del personal brand del fotografo, riflette i suoi colori ed è graficamente accattivante, diventa un touch-point fondamentale nell’esperienza del cliente.

In questo modo il contratto per fotografo diventa un mezzo di comunicazione in grado di valorizzare l’opera creativa protetta dal diritto d’autore.

“La fotografia è creativa quando è capace di evocare suggestioni o comunque di lasciare trasparire l’apporto personale del fotografo e non si limiti a riprodurre e documentare determinate azioni o situazioni reali”.

(Tribunale di Roma sent. 1/6/2015).

In conclusione

Per ottenere un contratto ben strutturato e con le informazioni giuste, occorre rivolgersi ad un professionista che conosca il modo di lavorare del fotografo e che con lui si sieda a tavolino per cucire su misura il documento.

Solamente grazie al racconto del professionista e del suo modo di lavorare è infatti possibile capire quali clausole mettere e quali no.

Anche la struttura e la grafica sono importanti, per questo è importante lo studio del personal brand del freelance, del quale il contratto deve parlare.

Ecco a cosa serve il legal design: per strutturare contratti funzionali e belli da vedere, con un’architettura dell’informazione in grado di valorizzare l’esperienza d’uso del cliente.

Vuoi saperne di più?

Pubblicato da Martina Lasagna

Avvocato in Genova, membro del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Genova, socia A.I.G.A., Il Foro Immobiliare, A.I.A.F. Aiuto i freelance a tutelare il loro lavoro.

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