Invio newsletter privacy: “posso usare i contatti dei biglietti da visita?”

Invio newsletter privacy: l’aver dato il biglietto da visita equivale al consenso?

Dall’inizio della pandemia, gli eventi in presenza sono solo un lontano ricordo.

Invio newsletter e privacy: posso usare i biglietti da visita raccolti? Il biglietto da visita non equivale al consenso per l'inoltro della newsletter. Per questo è necessario fare un passaggio ulteriore.

La domanda che sorge spontanea è quindi:

“Posso inserire questi contatti nella mia mailing-list, anche se non si sono formalmente iscritti alla newsletter?”

La risposta è negativa e il rischio di incorrere in sanzioni alto.

Questo perché:

Alla luce di quanto sopra e della normativa vigente è chiaro che, l’aver ricevuto il biglietto da visita da parte di un professionista potenzialmente interessato a collaborare con noi, non equivale al suo consenso a ricevere la newsletter o informazioni di tipo commerciale.

Come fare allora per evitare di perdere tutti i contatti interessanti raccolti durante gli eventi in presenza?

Invio newsletter e privacy: come evitare di perdere i contatti acquisiti agli eventi?

Come abbiamo appena visto, in base alla normativa vigente, è necessario acquisire il consenso dell’interessato per trattare i suoi dati, incluso l’indirizzo e-mail personale.

Ecco allora che per evitare di perdere i contatti del network, è possibile ottenere il consenso a posteriori.

Come?

Contattando singolarmente i potenziali interessati via e-mail per chiedere loro il consenso a restare in contatto tramite l’inoltro della nostra newsletter.

In questo modo si ottiene un duplice risultato:

Così facendo, in caso di controlli o contestazioni, sarà possibile dimostrare per iscritto che l’interessato ha prestato il proprio consenso al trattamento dei dati personali per quella specifica finalità (es. newsletter), in aderenza all’art. 7 GDPR.

Invio newsletter e privacy: conclusioni

Come abbiamo visto, la consegna del biglietto da visita non equivale a manifestazione del consenso al trattamento dei dati personali ivi contenuti.

Ecco quindi che per superare il problema dell’inutilizzabilità degli indirizzi e-mail per l’inoltro della newsletter, sarà sufficiente contattare i potenziali interessati e raccogliere il loro consenso a posteriori.

Una volta ottenuta l’autorizzazione all’inoltro della newsletter, saremo in grado di mantenere il contatto con il nostro network nel pieno rispetto del GDPR.

Questa soluzione consente altresì di assicurarci l’interesse da parte di chi riceve la newsletter periodica e che, come tale, si è dichiarato disponibile.


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Invio newsletter e privacy: posso usare i biglietti da visita raccolti? Il biglietto da visita non equivale al consenso per l'inoltro della newsletter. Per questo è necessario fare un passaggio ulteriore.

Pubblicato da Martina Lasagna

Avvocato in Genova, membro del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Genova, socia A.I.G.A., Il Foro Immobiliare, A.I.A.F. Aiuto i freelance a tutelare il loro lavoro.

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